La leggenda dell'occhio di Horus. (Prima leggenda)
I nomi dei nostri Ragdoll sono stati presi dai nomi degli dei dell'antico Egitto perchè quello è il luogo d'origine dei primi gatti, diffondendosi solo in seguito nel resto del mondo.
L'occhio di Horus e il dio Amon Ra pare abbiano, secondo alcune leggende, diverse affinità ed origini.
Il dio sole(Ra), che ha perduto il proprio occhio, invia i figli Shu e Tefnut alla ricerca del fuggiasco. Il tempo passa ma questi ultimi non ritornano. Ra decide allora di sostituire l'occhio smarrito con un altro ma, nel frattempo, l'occhio fuggito ritorna e accorgendosi di essere stato sostituito, dalla rabbia, si mette a piangere. Dalle sue lacrime (Remut) nascono gli uomini (Remet). Ra, per compassione, lo trasforma allora in un cobra e se lo pone sulla fronte: l'Occhio diventa così l'Ureo, che fulmina i nemici del dio.
La leggenda dell'occhio di Horus. (Seconda leggenda)
Durante la disputa tra Horus e Seth, quest’ultimo insegue il nipote nel deserto e lo acceca cavandogli gli occhi dalle orbite. Horus viene poi ritrovato da Hathor, in alcuni casi ritenuta sua madre più di quanto non lo sia Iside. Sarà lei a restituirgli la vista sanandogli gli occhi con il latte di gazzella. Fù così che l’occhio di Horus o udjat divenne una potente immagine che simboleggiava la regalità, la forza, la purificazione e la protezione. Per gli Egiziani l’udjat era un totem di protezione che veniva frequentemente indossato come collana, collocato sulle fasciature dei corpi mummificati e, in alcuni casi, dipinto sopra i feretri. Più tardi i Greci, che furono fortemente influenzati dalla cultura egiziana, dipinsero il simbolo di un occhio analogo sulla prua delle loro barche, affinché fosse di buon auspicio per la navigazione.
Ancora oggi, l’occhio di Horus ha una notevole influenza: le sue sembianze ricorrono, infatti, nella gioielleria popolare, nell’arte e nel disegno. Molti ne sono attratti senza conoscerne il significato, forse perché esso risveglia l’innato legame con gli antichi egiziani e con i miti di Osiride.
Ammon-Ra è inizialmente un Dio facente parte dell'Ogdoade (vedi Cosmologia Ermopolitana). In seguito diviene il Dio supremo, e viene associato al culto solare divenendo il Dio del Sole. Tebe diviene il centro principale del culto al Dio Ammon-Ra. Ammon-Ra viene generalmente tradotto con "il misterioso" e assieme al figlio Khons e alla moglie Muth, formano la triade di Tebe. Il viale principale del suo tempio presenta molte arieti scolpite e dipinte, ariete che è anche il suo animale. Questo tempio si trova a Karnak, ed è uno dei più grandi ed importanti del paese.
Seguendo le fortune della capitale dell'Alto Egitto, a partire dalla XVIII dinastia da Dio guerriero, protettore del sovrano, divenne il dio supremo del pantheon egizio e divinità universale di tutto il mondo egizio, tanto da essere assimilato al dio del Sole Ra, sotto il nome di Amon-Ra. Intorno alla metà del secondo millennio a.C., il culto di Amon si diffuse anche al regno meridionale di Kush.
Amon-Ra, con la moglie Muth, viene solitamente raffigurato come un uomo con il capo coperto da una corona con due lunghe piume. Nell'iconografia è anche sovente rappresentato da un'oca (che, secondo il mito, avrebbe deposto l'uovo cosmico primordiale da cui si sarebbe generata la vita) e da un'ariete con il disco solare tra le corna ricurve (avrebbe attraversato gli inferi per donare una nuova vita alle anime dei morti). Amon era il creatore di tutte le cose, regolava il tempo e le stagioni, controllava i venti e le nubi; I santuari maggiori dedicati ad Amon sono i templi di Karnak e quello di Luxor, tra i quali si svolgeva l'annuale processione della statua del dio. Nell'oasi di Siwa Alessandro Magno ebbe dall'oracolo la rivelazione di essere figlio di Amon-Zeus.
Il mito narra che Ammon-Ra ogni notte attraversasse le tenebre nel Duat dove vive Apophis, e che ogni notte egli combattesse con lui per poter sorgere il mattino seguente e che il sangue del serpente tingesse i cieli di rosso poco prima dell'alba.
Amon Ra
A Sais, città del Basso Egitto divenuta poi capitale dell'intero paese sotto i sovrani della XXVI dinastia, la creazione è legata ad una divinità femminile, Neith.
Probabilmente questo si deve al fatto che nelle prime comunità si tendeva a identificare nella donna e, soprattutto negli attributi del suo corpo, il principio della vita. I suoi attributi regali sono due frecce incrociate e una pelle maculata di animale selvatico.
Adorata anche come signora dei misteri, dea guerriera, spesso raffigurata nell'atto di respingere i nemici che invadono le proprietà dei suoi fedeli.
Neith è una dea complessa, è il cambiamento, la verità che sfugge nel momento in cui sta per essere conquistata, l'idea stessa della metamorfosi. Infatti, la dea assume gli attributi delle divinità che i suoi fedeli conquistano ai popoli vinti fino a trionfare su tutte quando, indossata la doppia corona dell'Alto e del Basso Egitto, s'impone su tutto il Paese.
Neith crea con il suo telaio, crea il cielo, tesse il mondo. Un'opera che necessita di tempi lunghi e pazienti. Ultimata la tessitura del mondo intreccia delle reti e se ne serve per pescare gli esseri viventi che popolano le acque primigenie: piante, animali, uomini e donne. Solo successivamente Neith inventa il parto e lo sperimenta su se stessa per dare vita a Ra, il re degli dei.
Neith
Eset in Egiziano o Isis o Aset, il suo nome significa trono, è il simbolo che la dea porta sul capo, infatti era un ottima governante. Insegnò agli uomini a coltivare il grano (che le era sacro), a filare, a tessere e a farsi gli abiti. Istituì il matrimonio e insegnò al popolo egiziano come guarire le malattie. Su di lei c'è la famosissima leggenda: secondo il mito, raccontato nei Testi Delle Piramidi e da Plutarco nel suo "Iside ed Osiride", con l'aiuto della sorella Nefti assemblò le parti del corpo di Osiride riportandolo in vita.
Per questo era considerata una divinità associata alla magia ed all'oltretomba.
Aset era una maga, molti la ricollegano come la creatrice dei tarocchi. Per alcuni aveva appreso le arti magiche da Thoth per altri attraverso Ra, che si fece rivelare il suo nome segreto, acquistando tutta la sua sapienza. I simboli di Aset sono il trono, il nodo o la fibbia e il sistro che lo divide con Hathor e Bast. Il suo colore era il celeste pallido. E' descritta con i capelli scuri e gli occhi azzurri, ed era una delle donne più belle esistenti.
Aset
La dea Heket era la divina ostetrica dell'antico Egitto, la protettrice della nuova vita. Era spesso rappresentata come una rana o una donna con il capo di rana, ed era frequentemente invocata per portare protezione al processo del parto o per difendere l'unità familiare e custodire la casa. L'influenza di Heket si manifestava nell'infondere i primi segni della vita ad un bambino non ancora nato, e nell'accelerare gli ultimi momenti di travaglio. Le ostetriche erano definite "serve di Heket" in onore del loro compito di dispensare la vita.
Si riteneva che Heket fosse una tra le divinità che creavano la forma del bambino nel ventre materno. Secondo alcune fonti essa era da considerare la controparte femminile del dio Ariete Khnum, il quale plasmava i fanciulli non ancora nati sul suo tornio da vasaio. .
Una volta che il bambino era stato formato nel ventre ed era pronto a emergere nel mondo, allora diventava compito di Heket presiedere alla sua nascita. Si riteneva anche che affrettasse il momento della nascita, particolarmente durante le ultime fasi, e poteva portare sollievo al dolore della madre.
Nell’antico Egitto le donne indossavano spesso durante la gravidanza amuleti e scarabei che recavano incise raffigurazioni di rane. Era questo un modo per assicurarsi la protezione sacra che Heket poteva fornire, ponendosi sotto la sua tutela durante il periodo della gestazione e del parto. Heket era anche una protettrice della casa. Tra le forme di protezione di Heket c’era quella di disperdere le forze negative assicurando alla nuova vita un passaggio sicuro nel mondo.
Heket
Atum (denominato anche Tem, Temu, Tum e Atem) è un'antica divinità della mitologia egizia. Originariamente associato con la terra, era considerato il dio creatore nella teologia eliopolitana.
Nel mito cosmogonico legato all'enneade di Eliopoli si narra che in principio vi fosse Nun, il Caos incontrollato, elemento liquido e turbolento, il non creato. Dal Nun emerse una collinetta dalla quale nacque Atum. Questi sputando o eiaculando diede vita a Shu (l'aria) e Tefnut (l'umido), i quali a loro volta generarono Geb (la terra) e Nut (il cielo). Il mito racconta che questi ultimi se ne stavano sempre uniti e impedivano alla vita di germogliare, così Atum ordinò al loro padre, Shu, di dividerli. Con le mani Shu spinse Nut verso l'alto facendole formare la volta celeste e con i piedi calpestò Geb tenendolo sdraiato. In questo modo l'aria separò il cielo dalla terra. Geb e Nut, a loro volta, generarono quattro figli: Osiride, Iside, Nefti e Seth.
In epoca tarda fu identificato con Ra, nella forma di Atum-Ra, simboleggiante il sole al tramonto spesso raffigurato come un vecchio barcollante verso l'orizonte.
Nel Kemetismo viene chiamato anche Neter, ed indica l'Uno, ossia Dio, che è immanente, ossia, assieme agli Dei, che sono considerati forze divine emanate dal Neter, permea il cosmo, forgia l'Universo, è l'energia divina che costituisce la parte più sottile di tutto ciò che esiste.
Atum era il Dio locale di On, situata in Eliopoli. Il Sole nella terra d'Egitto tramonta in occidente, e per gli Egiziani era li che era situato il regno dell'oltre tomba. Atum era il protettore dei defunti ed era nato dall'oceano primogenito.
Atum
Hathor è una divinità antichissima della mitologia egizia, multiforme e collegata all'archetipo delle Grandi Madri protostoriche, il cui nome significa "casa di Horus".
Dea dell'amore e della gioia, dea madre universale, in quanto generava il dio sole e allattava Horus e il suo rappresentante, il faraone. Dea della vita ma anche patrona dei morti e spesso aiuta Osiride nell'accoglienza dei defunti nell'Oltretomba. Si considera protettrice delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni, oltreché protettrice delle arti, della musica e del canto.
È la dea che al tramonto mangia il sole (Horus identificato come dio-sole) per restituirgli la vita poche ore dopo. Hathor è anche la signora dei venti del nord.
Io sono la Donna ... Maati è nel mio corpo: smeraldi e cristalli per i suoi mesi. Io sono la Donna...io rovescio i mostri distruttori. Coloro che sono nelle tenebre mi adorano e sorgono in me, coprendo il loro volto: guardatemi! Non vi ho forse fatto intendere cosa vi è là? Io sono il puro fiore di Loto, che proviene dallo splendore che sorveglia le nari di Ra, che sorveglia le nari di Hathor e compio il mio viaggio e lo proseguo in cerca di Horo. Io sono il puro fiore di Loto,
spuntato dal Campo di Ra.
Hathor
Baba ha ricoperto incarichi diversi nella mitologia egizia. Il dio Baba era venerato in epoca pre-dinastica raffigurato con la forma di scimmia, infatti "babbuino" potrebbe avere origine dal suo nome.
Nel Regno Antico, Baba è stato strettamente associato con Thoth, dio della saggezza, della scienza e della misurazione. Come animale sacro di Thoth, è stato spesso rappresentato nel dirigere gli scribi nel loro compito. Come Thoth che era un dio della luna, Baba era spesso raffigurato con la mezzaluna sulla testa . Baba ha svolto le funzioni di Thoth anche come dio della misura, in quanto è stato dipinto a becco di orologio ad acqua e sul piatto della bilancia che pesa il cuore del defunto nel giudizio dei morti.
Baba si diceva che era a guardia del cancello dell'oltretomba per tenere lontano gli spiriti maligni. Quattro babbuini sono stati descritti come seduti agli angoli di un fuoco nell'aldilà. Uno dei quattro figli di Horus, Hapy , aveva la testa di un babbuino e proteggeva i polmoni del defunto.
Baba anche se associato con la luna a causa della sua connessione con Thoth, era più spesso considerato un animale solare.
Ciò può essere dovuto all'abitudine dei babbuini di stridere all'alba o per la loro pratica di riscaldamento al sole del primo mattino, infatti gli antichi egizi credevano che questi fossero segni che Baba venerasse il sole tanto che spesso era ritratto con le braccia alzate in sua adorazione.
Baba
La dea Maat viene rappresentata sotto forma di donna con il capo ornato da una piuma che rappresenta il simbolo del suo nome nei geroglifici.
Maat è l'incarnazione della giustizia.
Era la figlia di Ra "Dio sole "a cui nulla sfugge e padre del faraone, nonchè dispensatrice della giustizia.
Era alla dea Maat che il re faceva offerte durante il "culto divino", ed era la sua piuma che costituiva il contrappeso del cuore sulla bilancia interpellata da Anubi durante il "guidizio di Osiride".
Durante l'Antico Regno, i giudici erano "sacerdoti di Maat", anche il visir quando era chiamato a ricoprire le funzioni giudiziarie diveniva "sacerdote di Maat".
Giustizia e Verità.
Maat rappresentava anche l'ordine universale, la legge grazie alla quale il mondo vive nell'armonia, la forza per la quale la creazione di Ra, non ripiomba nel caos primordiale.
Maat
Uto (lett. "del colore del papiro")
dea della mitologia egizia, anche chiamata Wadjet, e, in greco, Udjo, Edjo e Buto. Fu in origine la divinità locale della città di Per-Wadjet, chiamata Buto dai Greci, capitale del 19. distretto del Basso Egitto. Divenne più tardi la dea protettrice del faraone e la personificazione del Basso Egitto, come la dea-avvoltoio Nekhbet lo era dell'Alto Egitto. Queste due divinità simboleggiano le due terre (il nord ed il sud) riunite nel nome del faraone, sul diadema del quale sono rappresentate. Nella titolatura reale rappresentano le "Due Signore" del nome Nebti. Viene raffigurata come un cobra o come una donna con la corona rossa, simbolo del Basso Egitto.Associato alla dea è l'ureo, simbolo della regalità a forma di serpente, posto sulla fronte di Ra e che adornava i copricapo dei sovrani egizi.
Wadjet
Renenet
Heka
Allevamento Ragdoll "Horus Ragdoll Cattery": via C. Colombo, 8 - 60022 Castelfidardo (AN) Telefono: 071- 4606051 Cellulare: 3336684436 Mail: Horus.ragdoll@fastwebnet.it
Sito creato da Massimo e Renata Web design Horusragdollcattery Tutti i diritti riservati
Padre di tutti gli dei Neith Aset « Chinati davanti a te stanno gli dei, lodando la forza del creatore.
Re e capo di ogni dio, noi celebriamo la tua forza perché tu ci hai creati.
Ti veneriamo perché tu ci hai formati.
Cantiamo inni di lode perché tu ci protegga »
(Inni di Amon)
Un caldo respiro, un lungo sospiro nelle acque primordiali del Caos.

*Caos non inteso come disordine, ma come ambiente cosmico.
9.gif 9.gif horus%20rosso%20perfetto.gif
Chi siamo
La storia
Colori
Il Ragdoll
Disponibili
Galleria
Cuccioli
Contatti
Links
Teonimi
Expò
Guestbook
I nostri Maschi
Le nostre Femmine
I nostri Ragdoll
Selkis
Secondo la mitologia egizia, Selkis era la divinità preposta alla magia. Selkis era vista come la dea-scorpione, ed insieme a Iside, Nefti e Neith, le veniva attibuito anche la funzione di proteggere Qebeshenuf, uno dei vasi canopi, che aveva la testa di falco e conteneva gli intestini. L'iconografia ce la mostra come una donna con in testa uno scorpione o un'immagine stilizzata del suo pungiglione, oppure come uno scorpione che aveva il viso di una donna. In medicina, Selkis aveva il compito di proteggere dalle punture di scorpioni ed altri insetti.
Ra donò all'umanità Heka come un'arma per respingere l'effetto degli eventi pericolosi."
(Istruzioni per Merikara, 2000 a.C.)

Heka era visto come la manifestazione dell'energia divina di Ra donata agli uomini per creare parole e azioni, in modo da eguagliare la forza cratrice del sole.
E' anche l'energia magica insita negli esseri viventi, nei simboli del potere.
Uno dei titoli del dio Heka era "Colui che consacra le immagini", riferendosi all'abilità del dio di dare poteri ai pensieri creativi e alle azioni e tradurli nei loro quivalenti fisici nel modo fisico. Cosi Heka era anche percepito come la forza animata che si manifesta in ogni atto rituale.
Heka era il Dio bambino personificazione della magia.
Renenet (chiamata anche Renenutet ed Ernutet) era una dea-cobra del Basso Egitto, venerata in particolare nella regione del Fayum.
Assieme al suo compagno Shai e alla dea Meskhenet proteggeva le donne durante il parto; il suo nome infatti può anche essere inteso come Colei che vede Ren, dove per Ren si intende il vero nome del neonato e dunque la sua anima.
Un altro dei significati del suo nome è il serpente che nutre: in questa veste era sposa di Sobek, il dio-coccodrillo, che rappresentava l'inondazione delle acque del Nilo che rendevano fertili le terre. Più frequentemente è vista come moglie di Geb, dio della Terra - perchè è dalla terra che il serpente viene - e madre di Nehebkau, il legame tra il Ka (l'anima) e il Ba (la personalità).
Più tardi sarà identificata con Wadjet, la dea-cobra protettrice dei faraoni.
Selkis